La pelle nell’era digitale: perché oggi è così sotto stress
Nell’era moderna, la pelle affronta un tipo di stress molto diverso da quello di qualche decennio fa.
Oltre all’esposizione solare - tradizionalmente considerata il principale fattore di invecchiamento cutaneo - oggi passiamo ore davanti a smartphone, televisori, computer e tablet.
Tutti dispositivi che emettono luce visibile ad alta energia (HEV), comunemente definita luce blu, una componente dello spettro luminoso presente anche nella radiazione solare.
Le più recenti analisi sul comportamento digitale in Italia indicano che, nel biennio 2024–2025, il tempo medio trascorso quotidianamente davanti a uno schermo si avvicina alle 6 ore al giorno (5 ore e 39 minuti), considerando l’insieme di smartphone, computer e televisione.
Lo smartphone rappresenta il dispositivo più utilizzato, con una media che supera le 3 ore al giorno.
Nelle fasce adulte e mature, in particolare tra i 40 e i 60 anni, l’esposizione agli schermi si distribuisce in modo continuo lungo l’arco della giornata: dispositivi digitali durante il giorno e televisione e smartphone nelle ore serali, spesso a distanza ravvicinata dal viso.
Questo comportamento determina un’esposizione luminosa prolungata e ripetuta, che porta l’impatto complessivo della luce visibile ad alta energia a superare facilmente le sei ore quotidiane per una parte significativa della popolazione.
Questa esposizione è diversa da quella solare tradizionale: è ravvicinata, prolungata e ripetuta, e coinvolge il viso per molte ore al giorno, tutti i giorni.